Basic

basicIRIS (canale 22) ore 21:00

Sì d’accordo, ci sarebbe Le fate ignoranti stasera ma io Ozpetek non lo reggo e credo abbia girato parecchi film vergognosi. Se non l’avete mai fatto guardatelo e poi fermatevi qui, tanto visto uno, visti tutti.

Il film consigliato (a metà) è Basic di John McTiernan, uno che sa fare bene il suo mestiere, ma che dopo Predator e i Die Hard ha deciso di rovinare in un colpo solo la propria carriera e la storia del cinema girando film a caso e remake non richiesti di Jewison. Nel 2003 torna con quest’opera che vuole essere un giallo alla Soliti Sospetti, ma che invece si rivela un thriller con i militari buoni che diventano cattivi e poi di nuovo buoni, perché non può accadere che venga infangato il buon nome dell’esercito americano.

La storia narra di un ex militare, Tom Hardy (sì, lo hanno chiamato come l’attore che non sbaglia un’interpretazione dal giurassico), ora agente della narcotici, chiamato per indagare sulla scomparsa di un gruppo di Forze Speciali durante un’esercitazione nel bel mezzo di un uragano. Un assunto semplice si trasforma in un intreccio eccessivamente complicato da numerosi cambi di scenario e colpi di scena che però funzionano grazie a un’ottima regia e una buona fotografia, riuscendo a tenere desta l’attenzione dello spettatore nonostante alcune forzature e varie incongruenze narrative. Peccato che decida di mandare in frantumi una costruzione già debole di suo con un finale che ti fa venir voglia di sbattere appositamente il mignolo del piede contro lo spigolo della porta per cercare sollievo dal dolore psicologico attraverso quello fisico. Il classico epilogo americano perbenista e consolatorio che sfocia involontariamente nel ridicolo, dopo che tre quarti di film lasciavano intravedere la possibilità di una riflessione meno sempliciotta di quella svelata. Film che comunque si lascia guardare grazie soprattutto a una tensione ben gestita per tutta la durata, a un ritmo abbastanza serrato e a degli attori credibili, tra i quali figurano John Travolta nei panni dell’agente Hardy sopra citato, Samuel L. Jackson in quelli del sergente stronzo a capo del gruppetto disperso e Connie Nielsen, la Lucilla de Il Gladiatore, qui in veste di capo della polizia.

Da vedere senza concentrarsi troppo sullo spiegamento graduale dei fili narrativi.

P.S. È da allora che si sono perse le tracce del regista. Mi dicono abbia affrontato un lungo processo con successiva condanna per aver mentito a un agente FBI. Spero che questa macchia non condizioni la sua carriera e che torni a fare film perché in ogni caso, nonostante l’evidente calo, vale molto di più di un Simon West qualsiasi.

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