Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm

locandinaLAEFFE (canale 50) ore 21:00

Jerry (Jack Black) e Mike (Mos Def) sono due amici dall’infanzia, il primo meccanico, il secondo lavora in una videoteca. A seguito di un incidente nato da un tentativo di sabotaggio della centrale elettrica, Jerry viene contaminato dalle onde elettromagnetiche e smagnetizza tutti i VHS del negozio. Il tutto all’insaputa del proprietario, il signor Fletcher (Danny Glover), che è in viaggio nel tentativo di scoprire i segreti del successo delle grandi catene di videonoleggio, apprendere da essi ed evitare in questo modo che il suo negozio venga chiuso. I due ragazzi, per evitare di perdere i pochi clienti rimasti, decidono così di mettersi in proprio e rifare le pellicole in modo molto artigianale, ma estremamente personale e unico.

Il cinema di Gondry è sempre un ritorno all’ingenuità fanciullesca, un’illusione che non è perdita di aderenza alla realtà, ma fuga momentanea dalle regole becere che governano la vita terrena. In questo senso il cinema diventa un rifugio e un modo per sovvertirle, anche se ciò vuol dire risultare finto. Be Kind Rewind è un film fatto da un amante del cinema per amanti del cinema, un inno alla libertà espressiva, contro le ormai ovvie logiche capitalistiche applicate anche in ciò che produce arte e cultura, in favore di un ritorno al voler fare qualcosa non per un guadagno, ma come un modo per sentirsi vivo e parte di una comunità. L’inventiva e l’ingegno contro l’industria e il denaro. L’arte povera di mezzi contro quella povera di idee.
Interpretato benissimo da tutti gli attori, anche dalle numerose comparse, cede un po’ nella parte centrale, ma si rialza in tempo per il finale, criticato da molti che lo hanno definito “alla Frank Capra“, i film del quale erano caratterizzati da un ottimismo di fondo e dal messaggio, se vogliamo banalizzare, che la vita non fa poi così schifo. Affermazione parzialmente falsa, perché in realtà il finale è sì uno sfogo consolatorio, ma non lascia intendere che possa sfociare necessariamente in qualcosa di positivo, perché non cambia le carte in tavola.
Un’utopia messa in scena in modo leggero, ma non stupido, un modo per dimenticarci dei drammi e ricordare ciò per cui vale la pena vivere.

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