Contagious | Jurassic World | Ted 2

Contagious – Epidemia mortale

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Presentato come horror drammatico, Maggie (sì, noi italiani cambiamo il titolo inglese in un altro titolo inglese) non spaventa, non inquieta, non disturba, censura il sangue e la violenza, ma soprattutto distrugge tutti i tempi, sia dell’horror che del dramma. Seguirlo per più di mezz’ora è un’impresa olimpionica e, a quelli che ci riescono, non è nemmeno concesso un finale quantomeno decoroso. L’idea che una persona comune possa riuscire a tenere in casa la figlia zombificata e addirittura farla uscire con tranquillità, senza che nessuno batta ciglio (o quasi) è già di per sé molto debole; se a questo aggiungi un ritmo inesistente e degli attori invedibili, fatta eccezione per la ragazzina protagonista, ecco che viene fuori un film confuso e raffazzonato come questo. Parte moscio, “cresce” senza scossoni e si conclude peggio, in un epilogo che vuole essere drammatico, ma che non riesce a sollevare il grado di attenzione (bassissimo) tenuto negli ottanta e rotti minuti precedenti.

P.S. Schwarzenegger forse è meglio come politico….no no scherzavo.

Jurassic World

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Non mi aspettavo nulla di profondo e impegnativo da Jurassic World, sapevo che l’intenzione primaria era l’intrattenimento spicciolo, ma non credevo si arrivasse a un livello così basso. Una sequela di scene degne del miglior Zucker, da far invidia al compianto Leslie Nielsen, ma in modo (forse) involontario. E spero che questo non sia voluto, perché se il film vuole essere anche metafora delle logiche produttive attente ai gusti della massa più che alla valenza dei contenuti (come suggerito da qualche battuta sparsa qua e là) allora il tutto ha il sapore di derisione e sbeffeggiamento nei confronti dello spettatore. Una CGI che più invadente di così si muore, l’Indominus Rex che dovrebbe essere il pezzo forte non stupisce quanto il T-Rex del vecchio Jurassic Park (anche perché praticamente uguale tranne che negli arti superiori), storyline abbozzate e poi scomparse nel nulla, donne che tra i boschi scappano dai dinosauri sui tacchi, bambini che si trasformano in meccanici e all’occorrenza anche in piloti di Formula 1, militari che vogliono portare i raptor a combattere contro l’Isis. A salvarsi sono le musiche, che comunque citano John Williams (autore di quelle del primo film del franchise), qualche scena d’inseguimento e la panoramica iniziale che mostra l’intero parco. Ma quello che c’è di meno peggio passa in secondo piano rispetto a una battuta finale che racchiude benissimo lo spirito di tutto il film.

P.S. Quale genitore sano di mente manderebbe i propri figli a uno sputo da un mostro alto 50 furgoni?

Ted 2

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Dopo il mal riuscito Un milione di modi per morire nel West (ottime idee sviluppate male), Seth MacFarlane torna alle origini, al prodotto più congeniale al suo stile. Torna il pupazzo più politically incorrect del mondo, torna Mark Wahlberg, molto più in parte quando non si prende sul serio, tornano le battute dissacranti in pieno stile Griffin. Nel bene e nel male, perché alza eccessivamente il ritmo nei momenti dedicati alle gag stile Family Guy, ma rende soporiferi gli intermezzi e in diversi punti il film sembra soffrire di momenti di stanca. La scena più riuscita in assoluto è quella in tribunale, dove il regista dà il meglio di sé a livello di scrittura, i tempi comici sono gestiti benissimo, le battute divertono ma non coprono il messaggio sociale che arriva chiaro e esplicito. Il resto poteva essere gestito meglio, ma è comunque un passo avanti rispetto al primo Ted, che era meno irriverente e a tratti anche più inutilmente volgare. Non mi aspettavo niente di più e niente di meno e va benissimo così.

P.S. La cosa triste è che il più serio dei tre film recensiti in questo articolo è una commedia.

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