La settimana in breve / 3

Martedì 13 Ottobre: Pronti a morire

IRIS ore 21:00

Sam Raimi in questo blog comparirà sempre e comunque. Qui rivisita i topoi del genere e lo fa col suo stile. Si trattiene quando la storia tocca la tragedia, esplode in tutta la sua personalissima bravura nel resto della narrazione, tra zoom obliqui, humour nero e la consueta cura nei dettagli più macabri. Ad avvalorare il tutto una bravissima Sharon Stone (che richiese espressamente che fosse la sua mano a guidare la macchina da presa), Gene Hackman perfetto come “cattivo” e la semiscoperta di due futuri divi del cinema: Russell Crowe e Leonardo Di Caprio. Con Raimi non si sbaglia mai.

Mercoledì 14 Ottobre: Si può fare

IRIS ore 21:00

Una società che esclude un sindacalista poco accomodante e un gruppo di “matti” per i quali costa meno (non solo a livello economico) abbandonarli, che aiutarli ad un graduale inserimento. L’uno e gli altri cercheranno di dimostrare, più a se stessi che agli occhi degli altri, che la possibilità di un riscatto è possibile.

Magari un po’ affrettato nell’incipit, forse poco attento nella caratterizzazione di qualche personaggio troppo tipizzato, sicuramente molto classico nello sviluppo della narrazione. Si può fare però ha dalla sua un’ammirevole discrezione (anche registica) nel trattare un argomento abbastanza delicato e una semplicità di intenti che commuove senza stuccare.

Giovedì 15 Ottobre: Identità 

LAEFFE ore 21:05

Prendere dieci classici e unire gli aspetti più interessanti di ognuno. Niente di nuovo, se non l’equilibrio con il quale vengono fusi e il rischio sventato di produrre più un plagio che una citazione. Rivisita Agatha Christie, si tinge di Seven, strizza l’occhio a Session 9 e forma uno dei thriller più interessanti di quell’anno, un film solido che regala qualche bel colpo di scena e un paio di ottime sequenze. Da vedere lasciandosi sopraffare dall’angoscia e l’incertezza che animano i 90 e rotti minuti.

Venerdì 16 Ottobre: The Lone Ranger

RAI2 ore 21:15

Ne avevo già parlato lamentando l’eccessiva spocchia con la quale si è giudicato questo film alla sua uscita. Verbinski stende un atto d’amore spassionato nei confronti del western avventuroso più alla John Ford che alla Sergio Leone (anche se da quest’ultimo riprende l’incipit del racconto). Funzionale e fondamentale la scena iniziale al luna park, volutamente artefatta, in cui un invecchiato Johnny Depp racconta al bambino di fronte a lui e a noi spettatori la sua incredibile storia e quella di una nazione nata sul sangue, sulla menzogna e sulla corruzione.

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