Archivio mensile:gennaio 2016

Sleep Now in the Fire

Artista: Rage Against The Machine

Regia: Michael Moore

Anno: 1999

Commento: Un video che è storia ormai. I Rage Against The Machine che suonano davanti alla Borsa di New York, i fan riuniti attorno, Moore che riprende. Un testo sull’avidità americana, dalle origini alle guerre odierne, non poteva che essere suonato e cantato davanti al simbolo dell’avidità: il New York Stock Exchange. Un’enorme folla prese parte all’evento e costrinse le autorità ad abbassare le saracinesche dell’edificio. Tutti in manette, la musica cessa, la folla si dirada, ma quell’evento verrà ricordato per sempre come il giorno in cui i Rage Against The Machine, con due note e qualche accordo, fermarono e chiusero Wall Street, anche se solo per una manciata di ore.

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Che. Guerriglia

10704_bigLAEFFE ore 21:05

 

Titolo originale: Guerrilla

Paese/Anno: Francia, Spagna, USA 2008

Genere: Biografico

Regia: Steven Soderbergh

Sceneggiatura: Peter Buchman, Benjamin A. van der Veen

Fotografia: Peter Andrews

Attori: Benicio del Toro, Catalina Sandino Moreno, Demián Bichir

Commento: Si conclude la disamina Soderberghiana della figura di Ernesto Guevara. Lo stile rimane sobrio, ma il ritmo si fa meno pressante e il tono più malinconico, quasi ad accompagnare rassegnato il protagonista verso il traguardo, verso la conclusione del secondo atto della sua vita. Un traguardo naturale per un uomo che ha fatto della rivoluzione la sua ragion d’essere. Del Toro se possibile si supera, la sua interpretazione è già storia. Del cinema, si intende.

Per coerenza col consiglio su Che. L’Argentino della settimana scorsa, vi riporto alla seconda parte della recensione di Quinlan.it a cura di Lorenzo Leone e la scheda su entrambi i film di Spietati.it a cura di Francesco Di Lella.

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Lontano dal paradiso

la-locandina-di-lontano-dal-paradiso-7291RAI 5 ore 21:15

 

Titolo originale: Far from Heaven

Paese/Anno: USA 2002

Genere: Mélo

Regia: Todd Haynes

Sceneggiatura: Todd Haynes

Fotografia: Edward Lachman

Attori: Julianne Moore, Dennis Quaid, Dennis Haysbert

Commento: Il ruolo della donna, il razzismo (mai unilaterale), l’intolleranza di genere e l’ignoranza di fondo che alimenta la stessa, la politica del sospetto, il pettegolezzo malizioso e inquisitorio, le falsità che si celano dietro le apparenze, il conformismo come regola del quieto vivere, l’ipocrisia della società. I protagonisti sono stranieri in campo amico, figure che, consapevolmente o meno, infrangono ogni regola imposta. Sono gli unici nella stanza, come sentenziato nell’opera stessa. Un film notevole, mai manicheo, mai moralista, mai stucchevole, eppure profondissimo.

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The Believer

43429CIELO ore 21:10

 

Titolo originaleThe Believer

Paese/Anno: USA 2001

Genere: Drammatico

Regia: Henry Bean

Sceneggiatura: Henry Bean, Mark Jacobson

Fotografia: Jim Denault

Attori: Ryan Gosling, Billy Zane, Theresa Russell

Commento: Henry Bean prova a mettere in scena le contraddizioni e i vuoti di una visione della vita parziale e fallace. Quando l’intransigenza ignora ciò che combatte diventa violenza gratuita e infantile, quando ne ha piena coscienza nasconde spesso motivazioni personali che vanno oltre il mero aspetto ideologico. A volte il fanatismo politico nasce dal fanatismo religioso, in entrambi i casi è il porsi delle domande che risveglia le menti e spinge l’individuo a comprendere i veri valori per i quali vale la pena lottare. La vita è fuggevole, la bellezza lo è ancora di più, negarla attraverso l’odio significa perdersi e rischiare di ritrovarsi quando l’unico rimedio è l’uscita di scena. Grandioso Ryan Gosling.

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Heaven can wait

Artista: Charlotte Gainsbourg (ft. Beck)

Regia: Keith Schofield

Anno: 2010

Commento: Flusso incontrollato e apparentemente casuale di situazioni e istantanee folli. A correlare il tutto è paradossalmente la mancanza di contesto, ciò che meglio descrive le nostre vite, esistenze passate a rincorrere vacue aspirazioni. Dal bambino vestito da hot dog allo skateboard con un hamburger sotto ogni ruota, dalla bomba con sopra la scritta “nachos” alla discesa delle scale di una donna in compagnia del suo amante-robot. In 2 minuti e mezzo tutta l’alienazione di un’umanità smarrita, preconfezionata, una marionetta mossa dall’inerzia.

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Una vita da cinefilo

Articoli, rubriche e recensioni a cura di Alessio Trerotoli

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