Archivio mensile:maggio 2016

Coffee and TV

 

Artista: Blur

Regista: Hammer & Tongs (Garth Jennings)

Anno: 1999

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Ronin

RoninRAI 3 ore 21:05

 

Titolo originale: Ronin 

Paese/Anno: Regno Unito, Francia, USA 1998

Genere: Thriller

Regia: John Frankenheimer

Sceneggiatura: J.D. Zeik, David Mamet

Fotografia: Robert Fraisse

Attori: Robert De Niro, Natascha McElhone, Sean Bean, Jean Reno, Stellan Skarsgård, Skipp Sudduth

Commento: Nel 1998 c’erano ancora le VHS e Roberto Baggio per 5 cm non riuscì ad eliminare la Francia, poi vincitrice del torneo mondiale. Nel 1998 si facevano le ricerche sulle enciclopedie cartacee, si mettevano in croce 4 generazioni, amici, amici di amici, per recuperare informazioni utili ora per cultura personale, ora per evitare l’umiliazione di non andare bene ad un compito in classe o a un’interrogazione, perché nel ’98 non ci si vantava di essere un piccolo Zalone. Anche perché Zalone ancora non esisteva. Nel 1998 c’era il cinema di strada, quello analogico. Registi che giravano lunghissime scene d’inseguimento in macchina senza effetti digitali, in tempo reale, con degli stuntman che, finite le riprese, chiedevano la pensione anticipata. Ed erano bellissime. Gente che oggi sarebbe sola, come i personaggi di Ronin intenti a vagheggiare in un mondo senza più ideali, nemmeno l’onore e il rispetto. Oggi invece abbiamo L’Onore e il Rispetto, inteso come fiction. Un cinema che fu e che ogni tanto ritorna, con l’aggiunta del digitale ma con lo stesso spirito e la stessa classicità, nelle vesti di soldati/servi pronti a sacrificarsi al grido di “Witness me” e raggiungere il Valhalla.

 

In alternativa: Il camorrista di Giuseppe Tornatore (IRIS 21:00)

Cosa vedrò: -
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Il cacciatore

IRIS ORE 21:00

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In alternativa: Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche di Ron Underwood (RAI MOVIE 21:15)

Cosa vedrò:

Hellboy

8312_bigNOVE ore 21:15

 

Titolo originale: Hellboy 

Paese/Anno: USA 2004

Genere: Fantastico

Regia: Guillermo del Toro

Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Peter Briggs

Fotografia: Guillermo Navarro

Attori: Ron Perlman, Selma Blair, Jeffrey Tambor, Karel Roden, Rupert Evans, Doug Jones

Commento: Prima che il cinecomic andasse incontro a una deriva politically correct, con cattivi praticamente scomparsi (le ultime guerre incivili) o completamente anonimi (Ultron), c’era un tempo in cui il cattivo della storia era l’elemento che elevava o meno l’opera a qualcosa di più di una semplice giostra, colui il quale metteva in discussione la presunta alta moralità del supereroe, rendendolo fallace quanto il villain stesso. E poi c’erano opere (pochissime) in cui il supereroe era il cattivo stesso, il male puro. Una di queste è il deltoriano Hellboy, ispirato all’omonimo fumetto indipendente di Mike Mignola. Sono evidenti i difetti (qualche personaggio approssimativo e una certa banalità nello sviluppo della trama, colpi di scena annessi), ma limpidi appaiono allo stesso tempo i pregi: un protagonista davvero fuori dagli schemi, educato a fare del bene e destinato a portare la distruzione, irriverente, orgogliosamente infantile, romantico nonostante l’aspetto funereo; l’enorme fantasia visiva che, nel momento in cui acquisirà libertà espressiva, produrrà il fantastico sequel The Golden Army, un vero capolavoro del genere; Ron Perlman; la messa in scena di Del Toro, sempre posata, mai virtuosa. Cultura pop all’ennesima potenza. Altro che Transformers.

 

In alternativa: Jonathan degli orsi di Enzo G. Castellari (IRIS 21:00)

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Faccia a faccia

121150RAI MOVIE ore 21:15

 

Titolo originale: Faccia a faccia 

Paese/Anno: Italia, Spagna 1967

Genere: Western

Regia: Sergio Sollima

Sceneggiatura: Sergio Donati, Sergio Sollima

Fotografia: Rafael Pacheco

Attori: Gian Maria Volonté, Tomas Milian, William Berger, Carole André

Commento: Chissà che Sollima figlio non abbia pensato alla trilogia western del padre leggendo, e poi mettendo in scena, Suburra. C’è una linea inquietante, fatta di sangue e violenza, che lega periodi storici e luoghi profondamente diversi tra loro, come a sigillare una certa ridondanza di errori nei comportamenti umani. Quando la civiltà si trasforma in una giungla, i professori si tramutano in bruti; come il Sebastiano di Suburra, così il Brett Fletcher di Faccia a faccia. Pur con percorsi e approdi differenti (e anche interpretazioni, oserei dire), entrambi i personaggi si confondono in un mondo a loro estraneo che li risucchia nel vortice di violenza e li intrappola. Brett osserva le leggi del selvaggio, rimane affascinato dalla sensazione di potere che può dare un’arma tra le mani, impara ad amare la morte e ad odiare il senso di colpa. Ma la giungla ha anch’essa una morale che non è così facile da apprendere come il premere un grilletto o il mirare al cuore di un nemico; e a differenza di Sebastiano, che sporcandosi le mani acquisisce il pass per le porte dell’inferno, Brett ha un pegno da pagare e un destino da affrontare, perché l’inferno non è ancora giunto nel suo mondo. In fin dei conti, Brett Fletcher ha solamente sbagliato epoca.

 

In alternativa: X-Men - Giorni di un futuro passato di Bryan Singer (ITALIA 1 21:10)

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Articoli, rubriche e recensioni a cura di Alessio Trerotoli

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