Hellboy

8312_bigNOVE ore 21:15

 

Titolo originale: Hellboy 

Paese/Anno: USA 2004

Genere: Fantastico

Regia: Guillermo del Toro

Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Peter Briggs

Fotografia: Guillermo Navarro

Attori: Ron Perlman, Selma Blair, Jeffrey Tambor, Karel Roden, Rupert Evans, Doug Jones

Commento: Prima che il cinecomic andasse incontro a una deriva politically correct, con cattivi praticamente scomparsi (le ultime guerre incivili) o completamente anonimi (Ultron), c’era un tempo in cui il cattivo della storia era l’elemento che elevava o meno l’opera a qualcosa di più di una semplice giostra, colui il quale metteva in discussione la presunta alta moralità del supereroe, rendendolo fallace quanto il villain stesso. E poi c’erano opere (pochissime) in cui il supereroe era il cattivo stesso, il male puro. Una di queste è il deltoriano Hellboy, ispirato all’omonimo fumetto indipendente di Mike Mignola. Sono evidenti i difetti (qualche personaggio approssimativo e una certa banalità nello sviluppo della trama, colpi di scena annessi), ma limpidi appaiono allo stesso tempo i pregi: un protagonista davvero fuori dagli schemi, educato a fare del bene e destinato a portare la distruzione, irriverente, orgogliosamente infantile, romantico nonostante l’aspetto funereo; l’enorme fantasia visiva che, nel momento in cui acquisirà libertà espressiva, produrrà il fantastico sequel The Golden Army, un vero capolavoro del genere; Ron Perlman; la messa in scena di Del Toro, sempre posata, mai virtuosa. Cultura pop all’ennesima potenza. Altro che Transformers.

 

In alternativa: Jonathan degli orsi di Enzo G. Castellari (IRIS 21:00)

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Faccia a faccia

121150RAI MOVIE ore 21:15

 

Titolo originale: Faccia a faccia 

Paese/Anno: Italia, Spagna 1967

Genere: Western

Regia: Sergio Sollima

Sceneggiatura: Sergio Donati, Sergio Sollima

Fotografia: Rafael Pacheco

Attori: Gian Maria Volonté, Tomas Milian, William Berger, Carole André

Commento: Chissà che Sollima figlio non abbia pensato alla trilogia western del padre leggendo, e poi mettendo in scena, Suburra. C’è una linea inquietante, fatta di sangue e violenza, che lega periodi storici e luoghi profondamente diversi tra loro, come a sigillare una certa ridondanza di errori nei comportamenti umani. Quando la civiltà si trasforma in una giungla, i professori si tramutano in bruti; come il Sebastiano di Suburra, così il Brett Fletcher di Faccia a faccia. Pur con percorsi e approdi differenti (e anche interpretazioni, oserei dire), entrambi i personaggi si confondono in un mondo a loro estraneo che li risucchia nel vortice di violenza e li intrappola. Brett osserva le leggi del selvaggio, rimane affascinato dalla sensazione di potere che può dare un’arma tra le mani, impara ad amare la morte e ad odiare il senso di colpa. Ma la giungla ha anch’essa una morale che non è così facile da apprendere come il premere un grilletto o il mirare al cuore di un nemico; e a differenza di Sebastiano, che sporcandosi le mani acquisisce il pass per le porte dell’inferno, Brett ha un pegno da pagare e un destino da affrontare, perché l’inferno non è ancora giunto nel suo mondo. In fin dei conti, Brett Fletcher ha solamente sbagliato epoca.

 

In alternativa: X-Men - Giorni di un futuro passato di Bryan Singer (ITALIA 1 21:10)

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Unknown. Senza identità

48083CANALE 5 ore 21:10

 

Titolo originale: Unknown 

Paese/Anno: USA, Regno Unito, Germania, Canada, Giappone 2011

Genere: Thriller

Regia: Jaume Collet-Serra

Sceneggiatura: Oliver Butcher, Stephen Cornwell

Fotografia: Flavio Martínez Labiano

Attori: Liam Neeson, Diane Kruger, January Jones, Frank Langella, Aidan Quinn, Bruno Ganz

Commento: Difficoltà a distinguere vero e falso; il ruolo predominante del “caso”; la doppiezza dei personaggi; un oggetto come causa scatenante degli eventi narrati. Tanti temi hitchcockiani in questo Unknown, temi che sono parzialmente messi in discussione: come la valigetta che dà il via alla narrazione, un apparente MacGuffin che in realtà si rivela la prova ultima dello svelamento dell’intrigo, o come il protagonista Martin Harris che si presenta come il Roger Thornhill di Intrigo Internazionale (misto al Richard Walker di Frantic), ma si rivelerà qualcosa di diverso dall’ingenuità innocente dei protagonisti poc’anzi citati. Tante citazioni, dunque, che si evolveranno in modo meno coraggioso ma ugualmente credibile e ben strutturato; merito anche di attori in parte – mitico Bruno Ganz nei panni di un investigatore privato ed ex agente della Stasi – e di un comparto tecnico – montaggio, regia, sceneggiatura – che non si dimostra mai in imbarazzo, attento a non abusare di rallenty, a cercare di dare sempre giustificazione ad ogni azione e a non disdegnare pause tese a dare respiro alla narrazione, senza però abbassare mai il ritmo. Un thriller che intrattiene, insomma, ma che lascia al cinefilo anche qualche spunto interessante in più.

 

In alternativa: La sconosciuta di Giuseppe Tornatore (IRIS 21:00)

Cosa vedrò: Arsenico e vecchi merletti di Frank Capra (TV2000 21:00)
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Snowpiercer

48884IRIS ore 21:00

 

Titolo originale: Snowpiercer 

Paese/Anno: Corea del Sud, USA 2013

Genere: Drammatico

Regia: Bong Joon-ho

Sceneggiatura: Bong Joon-ho, Kelly Masterson

Fotografia: Kyung-Pyo Hong

Attori: Kang-ho Song, John Hurt, Chris Evans, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer

Commento: Si è capito, credo, che la lotta di classe è un argomento che stuzzica il mio interesse, ma è anche vero che è uno di quegli argomenti iper abusati. Quando il nocciolo (con l’accento nella ‘o’ che preferite, anche l’ultima) della trama è sempre lo stesso, sono la messa in scena e il modo in cui caratterizzi i personaggi a fare la differenza, perché si sa che la storia è sempre la solita: un gruppo di poveracci, stanchi della precarietà della loro condizione, tenta la rivoluzione nel tentativo di sovvertire l’ordine costituito. Solo che siamo dentro un treno, perché per impedire il riscaldamento globale si son fatti i casini e ora il mondo è in glaciazione. Solo che chi ha ideato questo treno probabilmente lavorava per Trenitalia e ha pensato bene di dividere in classi in base a quanto ognuno è stato disposto a pagare alla partenza del treno. Solo che il regista (per gli amici Bong) muove quella macchina da presa come se fosse l’ultima pellicola della sua vita e tutto il film è un festival della cura dei dettagli: la scelta degli attori, le scenografie, il suono, la tavolozza dei colori, persino la polvere non è messa a caso, ogni minuscolo elemento ha motivo di esistere come parte di un tutto che raramente è così armonico. I personaggi sono talmente ambigui e complessi che meriterebbero una recensione a testa e il finale un saggio prolisso a parte. Anzi, probabilmente per parlare bene di Snowpiercer (non come ho fatto io) si dovrebbe partire proprio dal finale, glaciale quanto la futuristica Terra: ci ricorda che la rivoluzione in genere è poco lungimirante e si preoccupa poco di ciò che verrà dopo, o forse si preoccupa troppo ed evita di pensarci. Per chi è dedito al cambiamento vero, non può esserci finale diverso da questo, altrimenti non è davvero contro il potente, ma ne vuole prendere il posto. Oppure è cieco, come il protagonista.

 

In alternativa: The New World di Terrence Malick (IRIS 21:00)

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