The Neon Demon: l’incubo della bellezza secondo Refn

Parabola di un demone. Che forse è un cerchio. O una spirale.

luci d'inverno

Jesse (Elle Fanning) è una ragazza che approda a Los Angeles e viene assunta da Jan (Christina Hendricks), a capo di una prestigiosa azienda di moda (di cui non si conosce nulla), come sua musa personale. La novella Alice si addentra sempre più nel bizzarro “mondo delle meraviglie” rappresentato dall’industria della moda, dove fa la conoscenza della makeup artist Ruby (Jena Malone), “sua unica amica”, e di due altrettanto ambigue figure, le modelle Gigi (Bella Heathcote) e Sarah (Abbey Lee), accomunate dal violento desiderio di somigliare a lei.

the neon demon

ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER.

Accennata la trama, occorre svelare che quello del mondo haute couture costituisce solo il primo piano di elaborazione discorsiva: nelle dinamiche e negli intrecci tipicamente favolistico-fiabeschi, Refn trova il pretesto perfetto per narrare una storia ambientata nell’archetipico castello abitato da mostri feroci (letteralmente) e belve di…

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Pause II

Causa laurea, il blog non verrà aggiornato per un mese circa. Ci si becca ad Agosto/Settembre.

Che la forza sia con me.

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Ronin

RoninRAI 3 ore 21:05

 

Titolo originale: Ronin 

Paese/Anno: Regno Unito, Francia, USA 1998

Genere: Thriller

Regia: John Frankenheimer

Sceneggiatura: J.D. Zeik, David Mamet

Fotografia: Robert Fraisse

Attori: Robert De Niro, Natascha McElhone, Sean Bean, Jean Reno, Stellan Skarsgård, Skipp Sudduth

Commento: Nel 1998 c’erano ancora le VHS e Roberto Baggio per 5 cm non riuscì ad eliminare la Francia, poi vincitrice del torneo mondiale. Nel 1998 si facevano le ricerche sulle enciclopedie cartacee, si mettevano in croce 4 generazioni, amici, amici di amici, per recuperare informazioni utili ora per cultura personale, ora per evitare l’umiliazione di non andare bene ad un compito in classe o a un’interrogazione, perché nel ’98 non ci si vantava di essere un piccolo Zalone. Anche perché Zalone ancora non esisteva. Nel 1998 c’era il cinema di strada, quello analogico. Registi che giravano lunghissime scene d’inseguimento in macchina senza effetti digitali, in tempo reale, con degli stuntman che, finite le riprese, chiedevano la pensione anticipata. Ed erano bellissime. Gente che oggi sarebbe sola, come i personaggi di Ronin intenti a vagheggiare in un mondo senza più ideali, nemmeno l’onore e il rispetto. Oggi invece abbiamo L’Onore e il Rispetto, inteso come fiction. Un cinema che fu e che ogni tanto ritorna, con l’aggiunta del digitale ma con lo stesso spirito e la stessa classicità, nelle vesti di soldati/servi pronti a sacrificarsi al grido di “Witness me” e raggiungere il Valhalla.

 

In alternativa: Il camorrista di Giuseppe Tornatore (IRIS 21:00)

Cosa vedrò: -
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Il cacciatore

IRIS ORE 21:00

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In alternativa: Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche di Ron Underwood (RAI MOVIE 21:15)

Cosa vedrò:

Una vita da cinefilo

Articoli, rubriche e recensioni a cura di Alessio Trerotoli

Ne ho viste cose...

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