Archivi categoria: Li chiamavano provini

Fantastic 4 – I fantastici quattro

Dal 10 Settembre al cinema

L’unico fumetto che leggevo da bambino era Topolino, il resto lo ignoravo. In generale ho sempre mal digerito i racconti a puntate, preferivo leggere un libro dove la storia ha un inizio e una fine. Questo per dire che a me dei Fantastic 4 importa meno dell’ultima coppia distrutta a Temptation Island, però:

  1. il film è diretto da Josh Trank, il regista di Chronicle, un film molto carino e uno dei pochi che non mi ha fatto odiare l’abusatissima tecnica del found footage, quella che prima aveva un senso giornalistico o documentaristico e ora è tutta ridotta all’aspetto ludico.
  2. il cast è molto giovane e annovera Kate Mara come la donna invisibile, sicuramente molto più brava della precedente Invisible Woman Jessica Alba (non che ci volesse poi molto), e Miles Teller come Mr. Fantastic, il ragazzo che sputava sangue, lacrime e sudore sulla batteria in Whiplash.
  3. il termine di paragone è rappresentato dai due film precedenti di Tim Story, quindi in confronto ci sembrerà comunque un capolavoro, anche se all’improvviso spunta Shia LaBeouf a motivare i protagonisti a colpi di “DO IT” (video).

L’alone dark dato ai cinecomics ha un po’ annoiato sinceramente e il tono sembra eccessivamente serioso, ma le tre motivazioni espresse mi sembrano dei buoni motivi per dare ai ragazzi fantastici almeno una chance. L’ultima.

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Steve Jobs

Dal 21 Gennaio 2016 al cinema

Non sono un grande amante dei biopic, tranne rare e meritevoli eccezioni, perché la maggior parte li ritengo troppo agiografici e eccessivamente lineari nella narrazione. Questo trailer però lascia intravedere un approccio diverso, che guarda anche al lato oscuro del personaggio, quello familiare e umano. Il tono potrebbe rimanere celebrativo, ma vale la pena dare fiducia al film, anche perché dietro c’è un bravo regista come Danny Boyle e un ottimo sceneggiatore come Aaron Sorkin (autore di quella bomba che è The West Wing). Molti lamentano la mano un po’ troppo pesante di Boyle, poco adatto ad un biografico, ma secondo me può essere il tocco in più che renderà il film diverso dal classico biopic stile Ray. Il terzo punto a favore è Michael Fassbender: raramente l’ho visto sbagliare un’interpretazione e qui si gioca un bel match visto che i fan di Steve Jobs sono peggio di quelli di Batman. Se lo rende meno divino di come lo reputano (anche se risulterà più vero) è possibile che se li ritrovi tutti sotto casa. Però si farà apprezzare da uno come me, quindi dipende da ciò a cui aspira. Scherzi a parte, godetevi il trailer e armatevi di pazienza che c’è ancora molto da aspettare.

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Inside Out

Dal 16 Settembre al cinema

In mezzo ai vari trailer di film di cui non sentivamo il bisogno nemmeno fossero gli ultimi prima della fine del mondo, c’è posto anche per un film che trasuda grandiosità. Che poi in realtà si tratta di animazione, ma ormai le differenze si sono appianate (vedi Up, Wall-E, Gli Incredibili e lo Studio Ghibli per intero). Ciò che mi ha colpito è la non demonizzazione delle emozioni negative e il fatto che a dover salvare la ragazzina, accompagnandola verso l’età adulta, non c’è solo Gioia, ma anche Tristezza. Io consiglierei questo film anche a qualche adulto, vista la deriva che sta prendendo il mondo d’oggi; magari riesce a lasciarvi qualcosa in più delle cazzate alla Io vi troverò o alla Vacanze di Natale, tanto per citare due film a caso.

 

In alternativa il 23 Luglio c’è Jennifer Lopez che fa la Milf. Letteralmente.

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Via dalla pazza folla

Dal 24 Settembre al cinema

A tre anni da Il Sospetto, Thomas Vinterberg torna al cinema con un adattamento del romanzo omonimo di Thomas Hardy. L’opera è molto cinematografica, perché predilige il materiale visivo a quello verbale, e la trasposizione è abbastanza fattibile. Due sono le cose dalle quali non può prescindere il regista: la prima è la cura nei dettagli scenografici, data la minuziosità di Hardy nel descrivere gli ambienti e i luoghi; la seconda è l’accuratezza nella caratterizzazione dei personaggi, specie la protagonista femminile, che nel film è interpretata da Carey Mulligan. Il trailer suggerisce che il primo punto sia stato centrato, sul secondo c’è da attendere la visione, ma c’è fiducia considerando la qualità delle precedenti pellicole di Vinterberg. Bisogna vedere però come ha cercato di mettere in scena uno dei concetti cardine delle opere dello scrittore britannico e cioè il rapporto uomo-natura, l’equilibrio che si stabilisce e il fallimento di chi cerca di rompere tale armonia. Il pericolo numero due è il lieto fine del romanzo, che in Hardy voleva dire “speranza” e ritorno all’equilibrio di cui sopra, ma che può facilmente trasformarsi in qualcosa di melenso e stucchevole.

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No escape – Colpo di stato

Dal 10 Settembre al cinema

Chissà perché ogni volta che gli americani fanno, già alla base, un film apparentemente mediocre riescono sempre a inserire qualche elemento per eliminare ogni dubbio, quasi infastiditi dal fatto che non sia completamente pessimo. E spesso non c’è bisogno nemmeno di andarlo a vedere, lo si nota fin dall’aspetto pubblicitario.

Eppure ero riuscito ad andare oltre al fatto che ci fosse l’ennesimo asiatico stronzo e l’ennesimo rivoluzionario terrorista più preoccupato a far fuori mezzo Sol Levante che a sollevare realmente un Governo, come il titolo italiano suggerisce. Il sentimento di disprezzo misto a rassegnazione è sopraggiunto solo alla visione della bambina lanciata al rallenty da un palazzo a un altro e di un Owen Wilson che si rialza, provato ma mai domo, in mezzo a tubi, pneumatici a pacchi e di fronte quello che sembra un esercito più incazzato delle scimmie di Apes Revolution. Con due scene così il film non me lo risollevi nemmeno se ci metti una mega cospirazione con a capo il governo americano che ha orchestrato il tutto per installare “legalmente” un governo ad esso devoto. Cosa che non avverrà mai ovviamente, perché non tanto inverosimile quanto possa sembrare, quindi sono abbastanza sicuro che saranno 8 euro ben risparmiati.

Per chi è comunque interessato a corse sfrenate, telecamere sballottate di continuo e interpretazioni da recita scolastica di fine anno, o semplicemente odia gli occhi a mandorla, la data di uscita in Italia è il 10 Settembre 2015.

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Una vita da cinefilo

Articoli, rubriche e recensioni a cura di Alessio Trerotoli

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